Porcellum, omessa revisione della legge elettorale e altre leggi incostituzionali. Chi paga i danni?

La legge elettorale nota come porcellum è stata dichiarata incostituzionale. Grazie all’iniziativa dell’avvocato Aldo Bozzi che ha reclamato in giudizio il diritto ad esercitare il voto secondo Costituzione. Bene, ma ora chi paga i danni derivanti dalla situazione che quella legge incostituzionale ha determinato?

Nella caccia alle responsabilità politiche che si è aperta subito dopo il verdetto della Corte Costituzionale, l’attenzione è stata catalizzata dal ruolo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In un programma radiofonico un ascoltatore chiedeva perché mai il Presidente Napolitano non avesse investito del problema la Corte costituzionale all’atto della promulgazione della legge (il porcellum). La risposta è semplice: perché da noi non c’è un ricorso preventivo alla Corte costituzionale, come invece avviene in Francia (ah, la Francia, quante cose dovremmo copiare…). Il problema mi sembra però più ampio.

Il caso del porcellum ha dimostrato quali danni può provocare una legge incostituzionale. Danni al singolo, che è impedito nell’esercizio di un diritto fondamentale in un sistema democratico qual è il voto, ma anche alla collettività, che ora si interroga sugli effetti della dichiarazione d’incostituzionalità intervenuta a otto anni di distanza, creando nell’opinione pubblica il dubbio che sussista un vuoto di potere. Incostituzionali le Camere? Incostituzionale il Presidente della Repubblica? Incostituzionali i giudici della Corte costituzionale? L’onda nera non si ferma e si giunge a risultati paradossali. Personalmente ritengo che nulla di tutto ciò si verifichi, ma non è questo il punto. Il punto è che la collettività vive un nuovo 8 settembre! Non è un danno da poco.

Ebbene chi risponde dei danni da legge illegittima? Nel diritto dell’Unione europea dei danni da legge europea illegittima (direttiva, regolamento) risponde l’organo che ha adottato l’atto illegittimo e lesivo di diritti. Anche se si tratta di atto legislativo. Allo stesso modo gli organi dell’UE (Consiglio e Commissione) rispondono della mancata adozione di atti obbligatori di loro competenza. Giudice è la Corte di giustizia dell’UE. In Italia non è così. In genere, dopo la dichiarazione d’incostituzionalità, si scarica la responsabilità sull’amministrazione che applica con i suoi atti la legge incostituzionale, anche se la scelta dell’amministrazione è obbligata: non può disapplicare la legge incostituzionale nè può interpellare preventivamente la Corte costituzionale. Non mi sembra una soluzione corretta.

Nessuno ha mai agito contro gli organi che hanno adottato la legge incostituzionale (Camera e Senato). Ecco dovremmo chiederci questo: esiste una responsabilità dell’amministrazione pubblica per atti illegittimi, esiste una responsabilità civile dei magistrati (sia pure disciplinata in modo inefficiente). Manca del tutto la responsabilità da legge illegittima. Non c’è ragione di tale diverso trattamento. A ognuno il suo carico di responsabilità.

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