Papa Francesco, la Misericordina e il ricambio generazionale. La curia che lavora e non chiacchiera

Forse Francesco non se n’è accorto del ricambio generazionale in atto nel nostro Paese. Perché ogni sua uscita è un capolavoro di modernità e anticonformismo. Prendiamo la “trovata” della Misericordina, dal Papa raccomandata urbi et orbi come un farmaco quotidiano da assumere come cura dei nostri malesseri.

Un’iniziativa geniale che dimostra una grande capacità di comunicazione e una passione pastorale che nasce dall’esperienza di tanti anni di vicinanza alle persone. Ciò che sorprende è la capacità di avere un contatto di piena sintonia con la gente, di averne l’assoluta fiducia, l’attitudine di rivolgersi anche ai movimenti più contestatori, come i “forconi”, rilanciandone il messaggio (“i poveri non possono attendere”) e però raccomandando di non abbandonare mai l’approccio costruttivo, di non cedere a tentazioni di rivolta violenta. E allo stesso tempo la lucidità di mettere mano con rapidità e decisione alla riforma della curia, cambiando uomini e metodo di lavoro.

Ora, dicevano le fonti vaticane, la curia lavora intensamente e non chiacchiera, non perde tempo a confrontare prospettive più o meno plausibili. Del resto questo Papa ci ha ricordato che la chiacchiera quando è malevola, uccide. E i risultati si vedono: dalla nomina del nuovo Segretario di Stato alla riforma dello IOR. E ancora: il Papa gira per le strade di Rio de Janeiro su una macchina scoperta e non su un veicolo blindato, come ragioni di sicurezza avrebbero consigliato o, come si dice da noi, imposto. E quando va a incontrare il Presidente della Repubblica Italiana si presenta su un’utilitaria. Sostanza e forma. E una comunicazione semplice, intuitiva che va al cuore delle persone: chi sono io per giudicare? Si chiedeva solo qualche giorno fa Papa Francesco. E davvero dalla Chiesa viene un insegnamento importante. Nè poteva essere diversamente se si pensa al palcoscenico mondiale cui la Chiesa guarda. Ci sono problemi politici e sociali enormi che turbano il mondo ma occorre anche parlare al singolo, non dimenticare l’uomo. E questo Papa Francesco lo sa benissimo. E allora ben venga la Misericordina!

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