Carlo Malinconico, la lectio magistralis sulla Costituzione

Nata dopo la fine del secondo conflitto mondiale, la Costituzione si configura come la colonna portante del nostro ordinamento giuridico. Nel corso dell’incontro di studio organizzato dall’Università di Salerno, dal tema “La Costituzione: Rileggerla e/o modificarla?” si è discusso sulla necessità eventuale di apportare modifiche al testo redatto dai padri costituenti. L’avvocato e docente universitario di Diritto Costituzionale Carlo Malinconico è intervenuto tenendo una lectio magistralis. Il giurista ha evidenziato l’attualità dei principi fondamentali sanciti dalla Costituzione, probabilmente più avanzata della stessa società italiana di quegli anni: lavoro, dignità e libertà individuali, formazioni sociali prima di tutte la famiglia. Caratteristiche grazie alle quali la Costituzione, nonostante i suoi quasi 70 anni di età, ha saputo mantenere la propria attualità e flessibilità, capaci di superare sfide che nel momento della sua realizzazione non erano nemmeno immaginabili. La visione costituzionale dei trattati internazionali, non solo ha permesso all’Italia di aderire ad importati accordi, ma ha addirittura consentito la limitazione di sovranità per consentire la partecipazione a quelle organizzazioni che perseguono la pace, prima di tutte l’UE. Il docente ha sottolineato che, in molte disposizioni, lo Stato non si è sovrapposto ai diritti fondamentali dell’uomo, ma li ha “riconosciuti” e protetti. Tuttavia, se è vero che il lavoro dell’assemblea costituente è riuscito a superare in diversi aspetti la prova del tempo, il mondo nel corso degli anni è inevitabilmente cambiato, rendendo così necessarie modifiche mirate soprattutto della seconda parte della carta costituzionale. Carlo Malinconico individua nello specifico una particolare criticità nel campo delle autonomie. Sebbene dichiarandosi fortemente favorevole al principio di pluralità e di autonomia sancito dalla Costituzione, il docente ha osservato che l’esistenza di numerosi livelli di governo può determinare una scarsa capacità di risposta da parte delle istituzioni e una minore efficienza della pubblica amministrazione in un mondo globalizzato in cui i mutamenti sono molto più repentini, ad esempio sotto il profilo tecnologico, mutamenti che richiedono risposte rapide. Modificare la carta costituzionale dunque in taluni casi non è solo una possibilità ma una necessità. Un’operazione che tuttavia va condotta attraverso la ricerca del più ampio consenso possibile, senza effettuare forzature. Oltre a Carlo Malinconico all’evento erano presenti il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Salerno Aurelio Tommasetti, il Preside della Facoltà di Giurisprudenza Massimo Panebianco, il Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche della Scuola di Giurisprudenza Sergio Peroncini, il Segretario Generale della Corte Costituzionale Dante Cosi, il professore di Diritto Pubblico Raffaele Chiarelli, il componente del Senato Accademico Giovanni Gaeta e il Vice Presidente del Consiglio degli Studenti Luigi Iovino. A introdurre e presiedere l’incontro di studio il professore ordinario di Diritto Costituzionale Armando Lamberti.

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